Hai sentito parlare del Parco naturalistico archeologico di Vulci e stai programmando una visita? Non partire impreparato, Vulci è un luogo affascinante unico nel suo genere, è molto esteso e ricco di arte e cultura, ma anche di natura selvaggia e incontaminata. Quali sono, dunque, le 10 cose da sapere su Vulci, per una visita indimenticabile?

  1. Dove si trova. Il Parco naturalistico archeologico di Vulci si trova tra i comuni di Montalto di Castro e Canino, in provincia di Viterbo e nel cuore della Maremma Laziale. Per arrivare a Vulci dalla Strada Statale Aurelia, che tu provenga da nord o da sud, devi arrivare fino a Montalto di Castro, superare il centro abitato e l’antica trattoria di Vulci, imboccando la Strada Provinciale che porta direttamente a parco. L’ingresso si trova, infatti, proprio lungo questa strada.
  2. Superficie e caratteristiche del territorio. La superficie del parco è di 900 ettari, dove è possibile trovare non solo i resti dell’antica città etrusco-romana di Vulci risalente al IV secolo a.C., ma anche un’affascinante natura incontaminata: canyon scavati nella roccia dallo scorrere del fiume Fiora, la macchia mediterranea alcune piccole valli dove pascolano vacche maremmane e cavalli bradi.
  3. Città stato etrusca. Tra le cose da sapere su Vulci, quella della sua storia è una delle più importanti. Vulci è stata una delle più grandi e floride città stato marittime dell’epoca etrusca, conosciuta con il nome etrusco Velx, greco Velzna. Le testimonianze della sua storia etrusca si evincono soprattutto dalle necropoli, dislocate a corona intorno all’area urbana. La città vera e propria conserva invece resti di epoca romana, Vulci fi infatti conquistata nel 280 a.C.
  4. Cosa vedere. I percorsi segnalati permettono ai visitatori di visitare gli scavi archeologici di Vulci senza perdere il Laghetto del Pellicone. Subito dopo la biglietteria, a pochi minuti di macchina, è possibile raggiungere il suggestivo Ponte della Badia ed il Museo Nazionale Archeologico del Castello della Badia. Sulla sponda opposta del fiume Fiora si trova la Necropoli Orientale, dove spiccano la Tomba François, la Tomba delle Iscrizioni ed il Tumulo della Cuccumella (per visitare queste tombe è necessaria la prenotazione)..
  5. Museo Nazionale della Badia. Dal 1975 il Castello dell’Abbadia ospita il Museo Archeologico Nazionale di Vulci. L’esposizione non è molto estesa ma ricca di reperti provenienti dalle necropoli, tra cui il corredo di vasi rinvenuto nella Tomba della Panatenaica, nella Necropoli dell’Osteria. Visitando il museo è possibile avere una visione cronologicamente completa sulle attività della città etrusca, come gli scambi commerciali e le produzioni alimentari, dalla tarda età del bronzo fino alla conquista romana.
  6. Oasi del WWF. Vulci è anche Oasi del WWF, l’area protetta si estende per 295 ettari lungo il fiume Fiora. Un piccolo invaso dell’Enel ha creato un ambiente lacustre e paludoso, che ospita un’interessante zona umida. Si tratta dell’habitat ideale per gli aironi cinerini e le garzette, per il germano reale ed altri anatidi. È stata segnalata anche la presenza della lontra, un animale piuttosto schivo e quindi difficile da avvistare: la sua presenza è un importante indicatore biologico, testimonia infatti l’ottima qualità dell’ambiente. È proprio la lontra il simbolo dell’Oasi di Vulci. Anche la flora è piuttosto ricca, ci sono pioppi neri e bianchi, salici bianchi e rossi e rari esemplari di tamerice.
  7. Percorsi trekking. Sono numerosi i percorsi trekking disponibili, che attraversano il pianoro dell’antica città etrusca: il Percorso Breve (Km 2,300), il Percorso Completo (Km 3,500) e il Percorso Natura, che arriva fino al Laghetto del Pellicone. Sono rivolti a tutti, dai più avventurosi alle famiglie che vogliono godersi il parco in tutta tranquillità. Si può anche scegliere una visita guidata, su prenotazione, per usufruire di un accompagnamento didattico al parco, alla necropoli orientale o al Museo Nazionale della Badia. L’Archeotrekking è uno tra i percorsi di trekking più suggestivi della Regione: in compagnia di una guida, il percorso si snoda lungo le sponde del Fiora intrecciando l’itinerario archeologico a quello naturalistico. Su richiesta, inoltre, alcuni maneggi e associazioni equestri della zona richiedono l’accesso per piccoli gruppi a cavallo, ovviamente accompagnati dalle guide equestri del Parco. Gli amanti della mountain-bike possono accedere con il proprio mezzo, seguendo i percorsi carrabili. Durante la bella stagione sono anche a disposizione per il noleggio le moderne E-bike, biciclette a pedalata assistita per visitare in modo agevole e divertente il parco.
  8. Un’estate di eventi. Quando inizia la Primavera e durante tutta la stagione estiva, il Parco organizza numerosi eventi speciali, tra cui visite guidate in notturna, passeggiate a cavallo, mostre ed esposizioni, attività sportive come tiro con l’arco e canoa, escursioni sensoriali e tanto altro. Per essere aggiornati sulle attività in programma visitate il link  http://vulci.it/category/parco-di-vulci/guida-al-parco/notizie-ed-eventi/
  9. Le Terme di Vulci. Il complesso termale di Vulci dista solo pochi minuti dal parco e rappresentano un’oasi di benessere completamente immersa nella natura incontaminata. Si tratta di quattro grandi piscine di acqua ferrosa sorgiva, la cui temperatura passa dai 42 ai 30°C. Le acque delle Terme di Vulci dispongono di importanti proprietà benefiche, vengono utilizzate per terapie balneari e per l’applicazione di fanghi al fine di combattere malattie artroreumatiche, dermatologiche e flebopatie.
  10. Location cinematografica. Non possono mancare alcune curiosità tra le cose da sapere su Vulci. Sapevi che il Laghetto del Pellicone, all’interno del Parco, è stato la location di scene di alcuni film celebri? Ne ricordiamo due, “Non ci resta che piangere” e “Tre uomini e una gamba”. Nel primo, proprio presso il laghetti Troisi e Benigni danno vita ad uno sketch indimenticabile con Leonardo da Vinci. Nel secondo, i comici Aldo, Giovanni e Giacomo e Marina Massironi si prendono una pausa dal loro viaggio con la “gamba”.

Non preoccupatevi se alla fine della visita avrete una fame da lupi: il Box è a solo venti minuti di macchina per rifocillarvi con i piatti più gustosi del litorale!